E così, a inizio maggio, le restrizioni per la pandemia si sono allentate e abbiamo potuto ricominciare a spostarci liberamente tra una regione e l'altra.
Per me è stato come avvicinarmi alla porta della prigione, dove mi sentivo rinchiusa da mesi, e trovarla accostata.
L'ho aperta e sono uscita.

Là fuori, sembrava tutto tranquillo, tutto in ordine. Ogni cosa al suo posto. Il mondo quello di sempre.

Non era vero.

A volte sembra che non stia succedendo niente.
Niente di bello intendo.

Anno scorso, qualche mese dopo l'inizio della pandemia, la mia amica Laura, alla ricerca di strategie per far fronte alla situazione, mi raccontò di aver comprato una rivista che si occupa di salute e benessere, solo perché in copertina si pubblicizzava un articolo dal titolo "Essere felici nonostante tutto". Anche io mi sentivo giù di morale e le chiesi, se le fosse sembrato interessante, di scannerizzarlo e mandarmelo.

croce sopra

A chi non è mai successo di capire una cosa per un'altra, di fraintendere, insomma di prendere fischi per fiaschi?
A chi non è successo di interpretare in maniera errata le intenzioni di una persona, i suoi gesti, equivocarne le parole e magari finire in situazioni spiacevoli o imbarazzanti?

Anni fa la Vita decise che era giunto per me il momento di fare una specie di ricapitolazione delle mie principali relazioni amorose e in una settimana mi costrinse a rivedere di nuovo, più o meno per caso, quattro ex.

Che poi, detto tra noi, quella "x" della parola ex, sembra proprio una chiara indicazione: ci hai fatto una croce sopra e ci sarà un perché o no?

Nel giro di qualche settimana, durante un paio di passeggiate in posti diversi, ho trovato due ciucciotti da bambino, entrambi con la catenella e la clip. Il primo penzolava da un arbusto. Forse qualcuno lo aveva raccolto da terra e messo lì in modo da renderlo più visibile a chi fosse tornato a cercarlo.
Il secondo era tra l'erba di un prato e, seguendo l'esempio, l'ho lasciato appeso ad un ramo.
A guardarlo da lontano aveva un che di magico. "Se i bambini li porta la cicogna, i ciucciotti possono di certo crescere sugli alberi!" ho pensato poi, continuando a camminare.

Negli ultimi mesi ho sentito parlare più volte dell'ingresso nell'Età dell'Aquario.
Pare che sia un tempo speciale questo, un tempo in cui, noi "fortunelli", stiamo transitando verso una nuova Era.
Pare che ci vorrà un po', perché il passaggio da un segno all'altro è un fluire di energie, ma secondo gli astrologi, sembra proprio che l'Era dei Pesci stia volgendo al termine.
Per quello che mi riguarda l'Era che è finita è quella dei Gatti, perché in questi giorni, con grande dispiacere, ho detto addio anche al mio amato Furio.
Lui e Freeda erano arrivati nel 2009, li avevo trovati a distanza di pochi mesi l'uno dall'altra e incredibilmente, dopo quasi 12 anni di "onorato servizio", se ne sono andati entrambi. Freeda lo scorso aprile e Furio in settimana.

Quando Ester, a dicembre del 2017, mi parlò della "parola dell'anno", la ascoltai incuriosita. Invece di fare la solita lista di buoni propositi per il nuovo anno, che magari a fine gennaio hai già rinnegato peggio di Giuda, si trattava di scegliere una parola, una sola, che funzionasse da guida. Una specie di indicatore di direzione, uno strumento per tenere viva l'intenzione su quello che avresti voluto vivere e realizzare nel corso dei 12 mesi successivi.

Quando ero una bimba, la sera del 24 dicembre, dopo cena, a casa mia arrivava Babbo Natale in persona.
Lo aspettavamo, trepidanti, in tre: io, mia sorella e mio cugino.
Anche quell'anno, ad un certo punto della serata, si sentì suonare il campanello... La mia tensione raggiunse livelli quasi insopportabili e finalmente il babbo andò ad aprire il portone: era lui!

"Son già le sette nell'aria c'è un suono... è Magda forse che suona il piano..." cantava Bennato negli anni '70.
Ma no, non si tratta di Magda, bensì di Furio, che non è il mitico personaggio - marito di Magda nel film di Verdone - ma il mio gatto.
Canzone e film, miagolio e suono della sveglia del cellulare, si mescolano confusamente tra loro, mentre, con fatica, cerco di uscire dall'oscura selva del sonno.

La mia regione è diventata aranc##### anzi no, rossa (e vaffanculo). E io grigia.
Questa nuova ondata di restrizioni mi mette a dura prova. Nel corso dell'edizione primaverile della quarantena sono stata piuttosto creativa ma ora temo di aver terminato le riserve e di non possedere più risorse per gestire la seconda stagione.
Come procedere?

La comunicazione nelle relazioni è un tema che mi affascina moltissimo e allo stesso tempo mi dà da fare.
Un modo davvero originale di comunicare qualcosa, che forse non sapeva nemmeno di conoscere, lo trovò mia figlia anni fa.

La casacca della mia nuova divisa del lavoro è chiusa, sul davanti, da una fila di bottoncini automatici.
A fine giornata mi dà una gran soddisfazione toglierla aprendola con entrambe le mani in un colpo solo. Come un maniaco esibizionista che spalanca a sorpresa l'impermeabile, mi mostro a me stessa grazie allo specchio dello spogliatoio.

Durante la quarantena mia sorella ha deciso di svuotare la cantina. Eravamo già nella fase in cui si poteva andare a trovare i "congiunti" e io sono passata da casa sua giusto il pomeriggio in cui lei stava decidendo cosa tenere e cosa no.
Aggirandomi tra gli scatoloni, la mia attenzione è stata catturata da un vecchio macinino da caffè da parete, ancora funzionante.
L'ho preso in mano chiedendole "E questo?". Lei mi ha risposto "Boh! Non so come sia finito tra le mie cose! Se vuoi prendilo pure".
Mi pareva di averlo già visto. Forse anni prima nella cucina dei miei genitori?
Incuriosita ho chiesto notizie al mio babbo.

"Lo strano percorso
di ognuno di noi
che neanche un grande libro o un grande film
potrebbero descrivere mai
per quanto è complicato
e imprevedibile........."
cantava Max Pezzali nel 2004 e se, secondo lui, neanche grandi libri e film ce la possono fare, ci riuscirò io con un racconto?
Vediamo.

Giorni di solstizio. Di solstizio con eclissi anulare. Di solstizio con eclissi anulare e novilunio. Di solstizio con eclissi anulare, novilunio e Giove, Saturno, Plutone, Venere, retrogradi.
Diciamolo, vien voglia di nascondersi in una grotta.

Si dice che l'unico modo per ritrovarsi sia perdersi. Io ho le prove.

Qualche settimana fa riflettevo con un gruppo di amiche sugli schemi comportamentali che mettiamo in atto, in modo automatico, nelle nostre vite ed Ester ha proposto a tutte un esercizio che aveva letto su un libro.

Io e la mia amica Tereza abbiamo immaginato per mesi modi pratici e anche un po' magici per lavorare sui confini.
A ripensarci adesso credo che io e la mia amica Tereza faremmo bene a dedicarci all'uncinetto.....

È più di un mese ormai che dormo sul divano.
La prima notte è stata una scelta dettata dallo shock della morte della mia gatta, avvenuta proprio in camera mia la mattina stessa.

"Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera".

Un'amica mi ha ricordato questo brano di T. S. Eliot citandolo alla fine di una conversazione via chat, come sintesi rappresentativa del suo clima emotivo in questo strano mese.

Se n'è andata una mattina di aprile del 2020. Il mondo intero era in quarantena da quasi 2 mesi. Lei da quasi 11 anni.

Nessuno dei presenti poteva occuparsi di lei così la adottai io.
La portai a casa caricandola in macchina dentro una scatola di cartone coperta da un telo.

È arrivata un pomeriggio di novembre di 11 anni fa. Non l'ha portata la cicogna ma un più moderno suv, che al momento del nostro incontro era parcheggiato di fronte ad un supermercato.
Un gruppo di persone armeggiava intorno al cofano come un'agitato staff di ostetriche e ginecologi riuniti per un parto difficile.
Lei era nel motore.