La casacca della mia nuova divisa del lavoro è chiusa, sul davanti, da una fila di bottoncini automatici.
A fine giornata mi dà una gran soddisfazione toglierla aprendola con entrambe le mani in un colpo solo. Come un maniaco esibizionista che spalanca a sorpresa l'impermeabile, mi mostro a me stessa grazie allo specchio dello spogliatoio.

Durante la quarantena mia sorella ha deciso di svuotare la cantina. Eravamo già nella fase in cui si poteva andare a trovare i "congiunti" e io sono passata da casa sua giusto il pomeriggio in cui lei stava decidendo cosa tenere e cosa no.
Aggirandomi tra gli scatoloni, la mia attenzione è stata catturata da un vecchio macinino da caffè da parete, ancora funzionante.
L'ho preso in mano chiedendole "E questo?". Lei mi ha risposto "Boh! Non so come sia finito tra le mie cose! Se vuoi prendilo pure".
Mi pareva di averlo già visto. Forse anni prima nella cucina dei miei genitori?
Incuriosita ho chiesto notizie al mio babbo.

"Lo strano percorso
di ognuno di noi
che neanche un grande libro o un grande film
potrebbero descrivere mai
per quanto è complicato
e imprevedibile........."
cantava Max Pezzali nel 2004 e se, secondo lui, neanche grandi libri e film ce la possono fare, ci riuscirò io con un racconto?
Vediamo.

Giorni di solstizio. Di solstizio con eclissi anulare. Di solstizio con eclissi anulare e novilunio. Di solstizio con eclissi anulare, novilunio e Giove, Saturno, Plutone, Venere, retrogradi.
Diciamolo, vien voglia di nascondersi in una grotta.

Si dice che l'unico modo per ritrovarsi sia perdersi. Io ho le prove.

Qualche settimana fa riflettevo con un gruppo di amiche sugli schemi comportamentali che mettiamo in atto, in modo automatico, nelle nostre vite ed Ester ha proposto a tutte un esercizio che aveva letto su un libro.

Io e la mia amica Tereza abbiamo immaginato per mesi modi pratici e anche un po' magici per lavorare sui confini.
A ripensarci adesso credo che io e la mia amica Tereza faremmo bene a dedicarci all'uncinetto.....

È più di un mese ormai che dormo sul divano.
La prima notte è stata una scelta dettata dallo shock della morte della mia gatta, avvenuta proprio in camera mia la mattina stessa.

"Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera".

Un'amica mi ha ricordato questo brano di T. S. Eliot citandolo alla fine di una conversazione via chat, come sintesi rappresentativa del suo clima emotivo in questo strano mese.

Se n'è andata una mattina di aprile del 2020. Il mondo intero era in quarantena da quasi 2 mesi. Lei da quasi 11 anni.

Nessuno dei presenti poteva occuparsi di lei così la adottai io.
La portai a casa caricandola in macchina dentro una scatola di cartone coperta da un telo.

È arrivata un pomeriggio di novembre di 11 anni fa. Non l'ha portata la cicogna ma un più moderno suv, che al momento del nostro incontro era parcheggiato di fronte ad un supermercato.
Un gruppo di persone armeggiava intorno al cofano come un'agitato staff di ostetriche e ginecologi riuniti per un parto difficile.
Lei era nel motore.