A volte sembra che non stia succedendo niente.
Niente di bello intendo.

Anno scorso, qualche mese dopo l'inizio della pandemia, la mia amica Laura, alla ricerca di strategie per far fronte alla situazione, mi raccontò di aver comprato una rivista che si occupa di salute e benessere, solo perché in copertina si pubblicizzava un articolo dal titolo "Essere felici nonostante tutto". Anche io mi sentivo giù di morale e le chiesi, se le fosse sembrato interessante, di scannerizzarlo e mandarmelo.

La richiamai nei giorni successivi per sapere com'era andata.
"Ehh...!! Ho cominciato a leggere l'articolo..." mi rispose, "All'inizio l'autore suggeriva di stilare un elenco di tutte le cose che ci piacerebbe fare. Ecco, io l'elenco l'ho scritto, ma tutte le cose che mi piacerebbe fare, NON POSSO FARLE per via del Covid. Cosi mi sono incazzata, ho buttato via la rivista e ora sono più in panne di prima!".
Ridemmo parecchio inventando nuovi titoli da proporre per l'articolo: "Essere felici nonostante tutto, a parte il Covid" oppure "Fattene una ragione, col Covid puoi essere triste e basta".

E ora, che sono mesi che mi pare di vivere dentro una scatola, la faccenda è ancora più complicata. La routine sta prosciugando la mia capacità di scoprire un mondo nuovo nella vita di tutti i giorni e io mi sento naufraga su una zattera in mezzo a un oceano di niente. Le scorte di cibo e acqua sono al termine e non tira un alito di vento.
Calma piatta.

Paradossalmente una delle giornate migliori delle ultime settimane è stata quando con la mia amica e collega Violet sono andata a fare la seconda dose di vaccino.
In macchina sulla via del ritorno, ferme ad un semaforo, la vedo tirar fuori dalla borsa un roll-on. Mentre se lo struscia sui polsi le chiedo incuriosita cosa fosse e lei mi risponde "È un olio essenziale, una specie di "tiramisù". Sono limone e spezie, lo uso quando mi sento sottotono, vuoi provarlo?" e me lo passa. In effetti ha proprio un buon profumo, così lo struscio sui polsi pure io. Passano pochi minuti e succede qualcosa di inaspettato: improvvisamente mi sento bene. Cioe' non è che prima mi sentissi male, ma ora sono proprio contenta, parecchio contenta e senza nessun motivo apparente!
Quelle cose tipo: evviva evviva respiro e il mondo è davvero un bel posto dove passare un po' di anni!!!!
Racconto quello che mi sta succedendo a Violet e le faccio anche notare che i negozi sono aperti, che c'è il sole e che, essendo il 27 del mese, lo stipendio è intatto nei nostri conti correnti. Quante belle cose tutte insieme!
Decidiamo quindi di parcheggiare e ci lanciamo nella pratica, ormai in disuso da semestri, dell'entrare da qualche parte e divertirci a fare acquisti.
Ripenso a come uscivamo entusiaste dai camerini: quello che misuravamo pareva ci stesse a pennello! Eravamo la gioia delle commesse e loro la nostra, in un circolo virtuoso di positività e allegria che, sono certa, hanno continuato a vibrare per ore in tutti i posti in cui siamo state.
Lo shopping, si sa, ha un effetto gratificante sulle persone ma a noi ci era presa proprio benissimo!
Alle 14 pero' i negozi hanno chiuso (per la salvezza delle nostre finanze) ma noi, surfando sull'onda lunga dell'aver trasformato la giornata da normale in speciale, abbiamo deciso di fare un'ulteriore tappa prima di rientrare definitivamente.
"Come li vedi un gelato e una passeggiata al lago?" mi aveva chiesto Violet.
"Benissimo!" le avevo risposto io.
Volevo bene a tutti. A Violet, al gelataio e anche all'autore dell'articolo della rivista che Laura aveva comprato (e poi buttato via) un anno prima.
Avrei voluto scrivergli per dirgli "Caro autore dell'articolo, ora so che si, effettivamente essere felici nonostante tutto si può. Servono SOLO la pandemia, la seconda dose di vaccino e un olio essenziale (che per sicurezza, si sappia, ho poi ordinato).

Alla fine io e Violet, siamo tornate a casa a pomeriggio inoltrato, mentre cominciava ad affacciarsi alle nostre consapevolezze la possibilità di un effetto "Day after". Confesso di aver trovato il coraggio di tirar fuori dalle buste i miei acquisti, solo alcuni giorni dopo, per la paura di scoprire di aver comprato cose in stato "alterato" di coscienza che poi non avrei mai avuto il coraggio di mettere. Ma non è andata cosi, per fortuna!

 

A volte sembra che tutto sia fermo e che lo sarà per sempre.

La vita che vorremmo e quella che viviamo ci paiono lontane tra loro. Non riusciamo piu' a sognare, a costruire ponti tra quello che facciamo e quello che ci piacerebbe fare. Crediamo che le due vite non diventeranno mai una.
Poi succede che una mattina esci in terrazza e ti accorgi che in uno dei vasi che avevi messo da una parte alla fine dell'estate, dove c'erano solo terra e rimasugli di piante secche, c'è anche una cosa verde. È un getto nuovo.
Con trepidazione ti avvicini e vedi che il Rincospernum è rinato. Cosi, da solo, abbandonato per mesi, senza nessuna cura da parte tua. Credevi fosse morto e invece è vivo.
Allora pensi che a volte sembra che non stia succedendo niente di bello. E forse è perché le cose si stanno preparando a succedere.