Sui social rimbalzano articoli in merito a questo cielo carico di eventi astronomici. Tra i tanti me ne salta all'occhio uno, secondo il quale, per un'errata interpretazione del calendario Maya, il mondo finirà il 21 giugno 2020 e non, come si profetizzava all'epoca, il 21 dicembre 2012.
Come adesso, anche allora ero senza macchina. La mia auto precedente mi aveva abbandonato e ne avevo comprata una nuova. Il caso volle che dalla concessionaria mi chiamarono per avvisare che avrei potuto ritirarla il 20. La stessa data in cui era fissata l'udienza per il mio divorzio. Così, il giorno prima della presunta Apocalisse, mi ritrovai single e motorizzata a incrociare le dita che il mondo non finisse.
Non successe.
Io e la mia amica Tereza abbiamo immaginato, per mesi, modi pratici e anche un po' magici di lavorare sui confini.
A ripensarci adesso credo che io e la mia amica Tereza faremmo bene a dedicarci all'uncinetto.....
È più di un mese ormai che dormo sul divano.
La prima notte è stata una scelta dettata dallo shock della morte della mia gatta, avvenuta proprio in camera mia la mattina stessa.
Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
Un'amica mi ha ricordato questo brano di T. S. Eliot, citandolo alla fine di una conversazione via chat, come sintesi rappresentativa del suo clima emotivo in questo strano mese.
Se n'è andata una mattina di aprile del 2020. Il mondo intero era in quarantena da quasi 2 mesi. Lei da quasi 11 anni.
Nessuno dei presenti poteva occuparsi di lei, così l'adottai io.
La portai a casa, caricandola in macchina dentro una scatola di cartone coperta da un telo.
È arrivata un pomeriggio di novembre di 11 anni fa. Non l'ha portata la cicogna ma un più moderno SUV, che al momento del nostro incontro era parcheggiato di fronte a un supermercato.
Un agitato gruppo di persone armeggiava intorno al cofano. Lei era nel motore.