La stanza degli ospiti


Ho creato questo spazio per gli amici
che con i loro racconti passano di qui...

A seconda della coincidenza astrale dell’antico calendario chiamato Moha Sangkran, in Cambogia, intorno alla metà di aprile ogni anno si festeggia il Capodanno Khmer.
Il popolo khmer si ferma, festeggia, si riposa e rende onore agli Dei.
Chi può rientra nelle propria provincia di origine a ritrovare la famiglia lasciata per inseguire qualche opportunità di lavoro.
In tanti poi raggiungono Siem Reap, la città vicina ai magnifici templi di Angkor Wat, in una sorta di tributo alle origini ed alla passata magnificenza del popolo khmer.
Ed io decido di seguire il flusso ed andare a Siem Reap a vedere come si festeggia il capodanno khmer.
Dunque prendo un autobus pieno di tanta gente locale e di pochi turisti stranieri che si avvia baldanzoso e con una parvenza di aria condizionata che mitiga appena i 40 gradi che ci sono fuori.
Ed ecco che ad appena un paio d'ore dalla partenza l'autobus, improvvisamente, si spegne e non riparte più... Vani e disillusi tentativi degli autisti per farlo ripartire: niente da fare.... Siamo in pieno cocente pomeriggio appiedati nella assolata campagna della provincia di Kampong Thom.
Ovviamente è impossibile capire cosa ne sarà di noi.... L'autobus miracolosamente ripartirà? Arriverà un autobus sostitutivo? Toccherà trovare un giaciglio per la notte?
Il gruppo di viaggiatori angosciato dall'imprevisto appena capitato lentamente realizza cosa sta succedendo in prossimità dell'autobus bloccato.
C'è della musica.... C'è un gruppo di persone che festeggia beve ride balla bagnando ed imbrattando gioiosamente tutti i passanti, in una festa di paese che chissà quando è iniziata e quando finirà.
Piano piano i viaggiatori ancora un po' storditi si avvicinano. E gli abitanti locali si avvicinano anch'essi ed invitano a partecipare, ad esserci, a condividire.
La tensione si scioglie.... Il gruppo di viaggiatori è già adottato dalla gente locale.... Viene offerta birra cibo danze ed abbracci.
La gente è curiosa ad amorevole.... Parla e chiede come se la lingua khmer fosse il linguaggio universale. Ed in effetti lo fu in quei frangenti.
Ruvide mani contadine stringono abbracciano ed offrono quello che hanno.
La gente da queste parti non possiede molto altro se non quelle mani ed una gentilezza ed accoglienza che ancora mi commuove.
Cosi passano le ore, fa buio. Ma l'inconveniente del bus bloccato è ormai dimenticato in quella bolla spazio temporale che si è creata, come se l'autobus e tutti i suoi passeggeri fossero stati catapultati in un altro dei mondi possibili per il gioco incomprensibile delle coincidenze, una sorta di riedizione del filobus numero 75 nella favola di Gianni Rodari.
Quasi nessuno oramai si accorge che è sopraggiunto l'autobus sostitutivo.
L'incanto si spezza.... Si ritorna velocemente alla realtà. I viaggiatori ancora stupefatti iniziano ad accomiatarsi dalla festa e dalla gente del paese. Ecco il commiato a questo punto è collettivo, è l'intero villaggio a scortare i viaggiatori sul nuovo autobus appena sopraggiunto. E si moltiplicano abbracci sorrisi e foto di gruppo. Scorre anche qualche lacrima per l'addio.
E quelle ruvide mani che non dimenticherò.