La stanza degli ospiti


Ho creato questo spazio per gli amici
che con i loro racconti passano di qui...



Nelle ultime settimane il dibattito sui vaccini è cresciuto in modo esponenziale ed incontrollato, e quello che ho sentito finora mi preoccupa non poco.

E considerato il delirio in atto, prima di continuare ci tengo a chiarire i punti essenziali da cui nascono le mie riflessioni di questi ultimi giorni:
- sono fermamente convinto che ci sia stata una malattia nuova e più pesante della media di quelle conosciute e tenute agilmente sotto controllo;
- NON sono contrario ai vaccini a priori e NON mi reputo un no-vax;
- non sono nemmeno ansioso di farmi iniettare qualcosa;
- non credo di conoscere la verità assoluta e, su questo tema, non credo la sappia veramente nessuno, nemmeno il personale medico;
- non mi va di dire al resto del mondo cosa è meglio che faccia per sé e per me, e mi piacerebbe che, pariteticamente, nessunno mi rompesse i coglioni.

Solitaria mi scavo la buca nella dura terra con le zampe.
È un lavoro impegnativo di minatrice sapete? Chi te lo fa fare direte voi, perché non vai all'alveare come fan tutte?
Ma vi dirò, per quanto ami la compagnia e la vicinanza, sia ben chiaro io preferisco starmene per conto mio.

Fa caldo nel pulmino che ci sta trasportando a Ithezi Thezi. La stagione delle piogge è finita, le giornate si susseguono in una sorta di calda primavera, sempre con cielo terso squarciato talvolta da innocue nuvole di panna.
‌Lusaka è ad oltre mille metri di quota. Lusaka, la capitale sconfinata di case e baracche, di promesse e speranze spesso non mantenute. Raggiungere la stazione degli autobus di Lumumba non è stato facile. Il taxi ci porta tra strade intasate di veicoli e pulmini di ogni genere, gente a piedi o con carretti sguiscia via per ogni minimo solco lasciato libero dal traffico nelle strette vie del quartiere centrale di Town.

Ho studiato l'Eneide in latino e un milione di anni fa.
Di tutta la vicenda mi ricordo poche cose tipo che ad un certo punto Enea arriva a Cartagine, città governata dalla regina Didone, che ad un altro punto lui le fa un discorso prima di partire (e lasciarla) e che lei viene aiutata da Iris a morire.

Oggi ripensavo a questa storia e a quello che pensavo rispetto a queste vicende all'epoca. Due cose nello specifico: una è rimasta identica, cioè ancora oggi, ripercorrendo la storia ho lo stesso pensiero in merito, l'altra invece oggi la guardo con nuovi occhi.

 

Un paio di giorni fa, appena tornato il sole tra le nuvole dopo un temporale, guardando fuori dalla finestra scopro che in mezzo al campo c'è un fagiano. 

Il campo è uno splendido campo arato , orientato verso ovest, con delle bellissime zolle di terra rivoltata di fresco e bagnata dal recente acquazzone.

Il fagiano è un fagiano stupendo, dalle lunghe piume lucide, che riflettono i raggi del sole.